— Oh, noi vogliamo che tu venga — si affrettò a dichiarare Gulta.

— Mi fa piacere saperlo — ribatté Esk, che si lasciò cadere su un mucchio di neve.

I bambini avevano un canestro contenente delle salsicce affumicate, uova sode e, dato che la loro madre era prudente quanto generosa, un grosso barattolo di marmellata di pesche che a nessuno della famiglia piaceva molto. Lei, però, continuava a farla ogni anno quando le piccole pesche selvatiche erano mature.

Gli abitanti di Cattivo Somaro avevano imparato a convivere con i lunghi inverni e le strade che portavano fuori del villaggio erano fiancheggiate da assi per ridurre l’ammucchiarsi della neve e, quel che più importa, per impedire ai viandanti di perdersi. Se erano gente del posto, la cosa non era così grave, perché molte generazioni prima un anonimo genio del consiglio del villaggio aveva avuto l’idea di fare delle tacche ogni dieci alberi della foresta lì intorno, per una distanza di quasi quattro chilometri. Ci era voluto un bel po’ di tempo e ritagliare le tacche era sempre il compito di ogni uomo nel suo tempo libero. Ma negli inverni durante i quali un uomo poteva perdersi nella tormenta a poche centinaia di metri da casa sua, più di una vita era stata salvata dalla traccia delle tacche trovate al tatto sotto la neve.

Nevicava di nuovo quando i tre ragazzini lasciarono la strada e s’inerpicarono su per il sentiero dove, d’estate, la casa della strega era seminascosta tra cespugli di lampone e una profusione di magica digitale.

— Nessuna impronta — osservò Cern.

— Eccetto che per le volpi — disse Gulta. — Dicono che lei si può tramutare in una volpe. O altro. Perfino un uccello. Qualunque cosa. È così che lei sa sempre che cosa succede.

Si guardarono intorno con cautela. Una magra cornacchia in effetti li stava osservando poco lontano dal tronco morto di un albero.

— Dicono che nei pressi di Crack Peak c’è un’intera famiglia che può trasformarsi in lupi — aggiunse Gulta, uno a cui non piaceva lasciare in sospeso un soggetto promettente — perché una notte qualcuno ha sparato a un lupo e il giorno dopo la loro zietta zoppicava per una ferita di freccia nella gamba, e…



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